L’ospitalità di Rima per la 5° festa walser delle genti valsesiane

Lasciata la Valsesia alle spalle, si torna a casa, ancora una volta dopo una lunga giornata ricca di emozioni, oggi nel bellissimo borgo di Rima. Questa volta con una sensazione diversa dal solito, perché dopo la festa walser ospitata a Campello lo scorso anno, è come aver passato un testimone.

La giornata è stata lunga e il programma delle attività ben organizzato, a partire dall’accoglienza ai piedi del paese, dove il gruppo walser di Rima attendeva i gruppi in costume, oltre ai turisti e alle molte persone giunte in valle per l’evento.

Dalla chiesetta posta a margine della strada i gruppi in abito tradizionale hanno sfilato fino alla piazza centrale di Rima, con le più piccole della Walsergemeinschaft Kampel ad aprire il corteo, portando lo scudo di Kampel. A seguire gli altri membri dell’associazione seguiti dai molti gruppi walser presenti: Forno di Valstrona, Alagna, Carcoforo, Rimella e, novità inaspettata, Dorca e Campo Ragozzi, due località walser vicine a Rimasco che hanno ricostituito da poco la propria associazione.

Alle 11 la Santa Messa, officiata dal parroco don Alessandro Cosotti, dal Vescovo di Novara Mons. Franco Giulio Brambilla e dal Vescovo di Sion, Mons. Jean-Marie Lovey. Durante la funzione è stato suggestivo l’intervento del Vescovo di Novara sulla tradizione walser di Rima (attestata la presenza in loco dal 1345), sul carattere mutualistico e solidale delle genti walser, che sono riusciti a colonizzare le vallate alpine e trarre di che vivere grazie alla cooperazione e alla determinazione.

Al termine della Messa gli organizzatori della festa, gli amministratori comunali fra cui il sindaco di Alto Sermenza, Roberto Sacchi, e il presidente dell’Associazione Internationalen Vereinigung für Walsertum, Paul Schnidrig, hanno presentato ciascuno dei gruppi in costume presenti, omaggiandoli con un quadretto realizzato in marmo artificiale.
Il gruppo di Alagna si è esibito in una serie di balli tradizionali prima di posare tutti insieme in una bellissima foto di gruppo.

Il gruppo di Rima ha quindi invitato gli ospiti al pranzo che si è tenuto in una struttura dalla lunga memoria. Come è stato spiegato da una delle signore di Rima, ottime padrone di casa, fra le mura di quello che è ora un centro polifunzionale, nei decenni hanno avuto sede una scuola, un bar con ristorante e la sala consigliare del comune. Ma ai gruppi seduti a tavola è stato più che sufficiente gustare il pranzo, ricco di sapori e con alcuni prodotti locali, fra cui la toma dell’alpe Lavazzei, poco distante dal paese.

Molto interessante per comprendere meglio la storia e le tradizioni di Rima, il programma del pomeriggio, dedicato a visitare il paese e il museo del marmo artificiale, eccellenza artigiana rimese. In una sorta di “open day”, un artigiano ha aperto il proprio laboratorio al pubblico e ha risposto alle domande circa questa particolare arte che i rimesi hanno portato, e tuttora portano, in giro per il mondo.

Ma non ci sono state solo attività da programma nella giornata di festa vissuta dalla Walsergemeinschaft Kampel…
Proprio quando stava arrivando il momento dei saluti, una famiglia di Rima ha invitato il nostro gruppo a visitare la propria – bellissima! – casa.
Ne è nato, fra un caffè e qualche chiacchiera, un piacevole scambio di informazioni e di aneddoti sulle tradizioni walser dei due borghi, Rimmu e Kampel, simili e diverse nello stesso tempo. Con l’invito a ritrovarci ai prossimi eventi, primo fra tutti il convegno di studi walser che si terrà a Campello sabato 1° agosto.

Infine gli ultimi saluti e un arrivederci, sapendo che un po’ lontani, aldilà di una cresta di montagne, ci sono amici che presto si incontreranno di nuovo per altri momenti di gioia e di festa!